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[Sergio Lacognata] |
Le launeddas...Strumento musicale antichissimo, il più antico del mondo, a fiato continuo costruito con canne palustri, di uso popolare fin dai tempi antichissimi. Le canne vengono tagliate nel corso del plenilunio del mese di febbraio e vengono lasciate stagionare per almeno tre anni. Lo strumento è formato da tre canne che hanno diversa misura e
spessore. Il basso o Tumbu è la canna più lunga e in genere viene
sezionato in due o più parti. Fornisce una sola nota: quella della
tonica ed è privo di fori. Per suonare le Launeddas si usa una tecnica particolare che si chiama FIATO CONTINUO. Riempiendo la bocca di aria gonfiando le guance a guisa di mantice, prima che termini l’aria che si ha di riserva in bocca si deve procedere ad una ulteriore inspirazione profonda in modo da consentire allo strumento il suono continuo. Lo strumento viene costruito in varie tonalità secondo misure precise tramandate nei secoli oralmente. I segreti di costruzione sono custoditi gelosamente dai pochi costruttori ed anche i suonatori sono restii a divulgare a tutti l’arte di cui sono in possesso. Solo in età avanzata i maestri tramandano i loro segreti a qualche giovane allievo. I tipi principali di Launeddas sono:
Essi sono costruiti in varie tonalità. Esercizio per imparare la tecnica del FIATO CONTINUOSi utilizza un bicchiere d’acqua e si immerge una cannuccia da bibita. Gonfiando le guance si soffia dentro la cannuccia. Prima di terminare la riserva d’aria si procede ad una inspirazione e così di seguito. Si formeranno le bollicine dentro il bicchiere e questo è il segno che si sta respirando. Si passa in seguito all’utilizzo della destrina e poi gradualmente a tutto lo strumento. |